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Chi può elaborare diete in Italia?

Se per dieta si intende un piano alimentare grammato, allora i professionisti che, per legge, possono svolgere questa attività sono il medico, il dietista e il biologo nutrizionista.

Farmacisti, personal trainer, erboristi, naturopati, coach nutrizionali non meglio definiti non possiedono il titolo di studio e, di conseguenza, alcuna autorizzazione legale a rilasciare diete grammate, nemmeno se possiedono attestati di frequenza a corsi (ci vogliono delle lauree specifiche!). La legge non vieta loro di fornire consigli alimentari (così come non vieta al tuo idraulico di darti un parere sull’auto migliore da acquistare, poi sta a te decidere a chi affidarti!).

 

Che differenza c’è tra medico, dietista e biologo nutrizionista?

Il percorso di studi: laurea esennale (con eventuale specializzazione) per il medico, laurea triennale per il dietista, laurea magistrale per il biologo.

 

Che tipo di dieta fai?

Non ho un protocollo standard: sono le tue esigenze fisiopatologiche, le tue possibilità organizzative, le tue abitudini e le tue preferenze ad indirizzarmi verso il piano alimentare migliore.

 

Cosa occorre portare al primo incontro?

  • referti medici inerenti ad eventuali patologie pregresse o in corso
  • posologia di eventuali terapie farmacologiche in atto
  • esami del sangue non più vecchi di 6 mesi (se a disposizione)
  • diario alimentare

 

Cos’è la bioimpedenziometria?

La bioimpedenziometria (BIA) è una tecnica che ti permette di conoscere la tua composizione corporea. Ti dà infatti informazioni sulla tua idratazione (Sei disidratato? Hai ritenzione?), sullo stato della massa magra (Insufficiente? Sviluppata?) e della massa grassa (Quanta ne hai?). Salendo sulla bilancia, infatti, hai un’immagine di come questi compartimenti pesino complessivamente, senza sapere in quale proporzione. Un esame bioimpedenziometrico è perciò in grado di discriminare un buon dimagrimento da un cattivo dimagrimento (se cala il peso, se cala la massa magra ma non la grassa) e un buon allenamento da un cattivo allenamento (se una sessione troppo spinta consuma il muscolo, ad esempio). In ambito sportivo viene utilizzata per definire quali giocatori far scendere in campo o quando riprendere ad allenarsi dopo un infortunio.

Come si svolge l’esame bioimpedenziometrico?

Ti farò sdraiare in posizione supina sul lettino per almeno 2 minuti, con le braccia e le gambe leggermente divaricate. Nel frattempo ti applicherò degli elettrodi sul dorso della mano e del piede, provvedendo poi a collegarli attraverso un cavo allo strumento. Una volta avviato, esso invierà una scarica elettrica e i valori verranno registrati ed elaborati.

 

È pericoloso eseguire una bioimpedenziometria?

L’esame è innocuo, indolore (la corrente è debole, alternata, ad alta frequenza) e non ha controindicazioni (nemmeno per le donne gravide o i portatori di pacemaker).

 

Quanto tempo occorre per eseguire l’esame bioimpedenziometrico?

5 minuti possono essere sufficienti.

 

Occorre effettuare una preparazione specifica prima di sottoporsi a bioimpedenziometria?

Si consiglia di essere a digiuno e con la vescica svuotata, in astinenza da attività fisica da almeno 24 ore.

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